E’ Andrea Lazzarin di Alba l’ospite dell’Hotel President di Cattolica che ieri sera, 11 luglio 2008, si è esibito al pianoforte sul palcoscenico dell’Altamarea Beach Village sulla spiaggia di Cattolica. Tutti i venerdì sera infatti gli animatori della Stilelibero danno l’opportunità ai turisti, soprattutto ai bimbi con il Baby-Show, di esibirsi sul palco, c’è chi canta, chi balla, chi suona, chi fa cabaret. Andrea, 37 anni, è in vacanza a Cattolica con la moglie Barbara, la figlioletta Alice di 5 anni e l’ultimo arrivato Juan Carlos di appena 1 anno. Andrea ha accompagnato Roberto Masi al sax in Danse du Sax.
Il pubblico che assiste agli spettacoli di animazione in spiaggia è eterogeneo, soprattutto i tanti bimbi sotto il palco creano problemi di rumore di fondo a chi registra l’audio direttamente dalla videocamera, in questo caso ho optato per la registrazione diretta dall’uscita del mixer. Ho collegato il registratore digitale Zoom H4 impostando la sensibilità su Low ed il livello a - 10 dB. Il pianoforte digitale era collegato al mixer ed il sax era microfonato con un AKG C 1000 S cardioide. In fase di editing ho confrontato la traccia audio così ottenuta con quella originale della videocamera, la differenza è consistente. Per creare un effetto di ambienza che si viene a perdere con la registrazione via mixer ho applicato un lieve effetto riverbero.
Il più delle volte, ancor prima di iniziare il montaggio, ci troviamo nell’indecisione su quale musica utilizzare a commento del nostro video. Qui non mi occupo delle scelte artistiche, genere dei brani, classica, new age o rock, i gusti sono personali, legati ad emozioni del momento in cui abbiamo ripreso le immagini. E’ bene invece approfondire alcuni aspetti tecnici connessi alla qualità finale. Le videocamere registrano l’audio con un campionamento di 48 Khz ed una profondità di 16 Bit, quando scegliamo una musica da aggiungere nella colonna sonora è consigliabile mantenere questi parametri. Se abbiamo la cartella musica piena zeppa di brani in MP3, la prima cosa da fare è convertire il file in WAV a 48/16 utilizzando un programma di editing audio. Con il Mac è sufficiente impostare iTunes per convertire velocemente una canzone da un formato all’altro. In questo modo la qualità resterà alta ed eviteremo errori di rendering. Altro fattore importante è la regolazione dei livelli audio in quanto il brano aggiunto presenterà quasi sicuramente un volume diverso rispetto all’audio del video, quindi occorre controllare i cursori dell’audio per regolare il guadagno in dB, nella maggior parte dei casi ci troveremo a dover abbassare il livello della musica importata. Facciamo poi attenzione ad abbassare ulteriormente il volume della musica quando ci sono persone che parlano e, consiglio di massima, lasciamo l’audio ambientale in sottofondo anche quando le immagini sono commentate soltanto dalla musica.
Il cuore del mio impianto stereo è costituito dal giradischi, un VPI HW19 Mark4, con braccio tangenziale Eminent Technology ad aria e testina Van Den Hull Grasshopper IV GLA. Il pre ed il finale sono due McIntosh degli anni ‘70 il C28 e MC 2105, ben restaurati. Quando mi voglio ascoltare Stan Getz o John Coltrane al Sax, Chet Baker alla tromba oppure l’Estro Armonico di Vivaldi, metto sul piatto un disco in vinile. La naturalezza nell’emissione della musica, la timbrica degli strumenti e la ricchezza armonica unita alla grande dinamica di un vinile messo nelle condizioni di dare il meglio di sé, non ha rivali. Nel mio impianto fa bella mostra di se stesso un lettore Super Audio CD della McIntosh di ultima generazione con il quale mi piace confrontare la stessa registrazione della medesima etichetta, sia su SACD che su LP, quest’ultimo è sempre superiore in termini di qualità. I miei acquisti di musica, se disponibili, si rivolgono al vinile. Quando vado in vacanza però mi piace portarmi dietro della buona musica e per fare ciò ho un iPod video da 60 Gb, ma come si fa a trasferire il contenuto di un disco in vinile sull’iPod? Vi sono diversi metodi, dai più economici ai più sofisticati. Quello che dobbiamo tenere bene in considerazione è che ciò che la testina legge verrà registrato, quindi io curo molto la pulizia del disco e la taratura della testina prima di registrare. Lavo accuratamente il disco con la mia macchina lava dischi VPI HW 17, usando un liquido detergente non aggressivo, mantengo la stanza il più possibile priva di polvere. Ora dobbiamo decidere su quale supporto vogliamo registrare il segnale dopo averlo fatto passare attraverso il pre fono e con che cosa eseguire la conversione analogico digitale. Se possediamo un masterizzatore CD nell’impianto stereo possiamo collegarlo all’uscita TAPE OUT del preamplificatore o direttamente all’uscita del pre fono e registrare su CD Audio. Altra soluzione è collegarlo ad un convertitore esterno tipo la mia Canopus ADVC 110 tramite i cavi stereo RCA ed entrare nel computer via firewire, quindi con un programma di editing audio, quale Audacity, Cubase o Garageband per Mac, oppure con lo stesso programma di videoediting a noi più familiare, andiamo a gestire il processo di acquisizione. Ultimamente ho registrato sul registratore digitale ZOOM H4 su scheda SD che si occupa sia della conversione in digitale che della registrazione, al termine l’ho collegato al computer ed ho trasferito il file. L’utilizzo del computer ci permette di intervenire in fase di editing per correggere qualche difetto del master o di registrazione e per creare le tracce audio. Per trasferire i brani così ottenuti nell’iPod non dobbiamo fare altro che convertirli in un formato adeguato ed inviarli ad iTunes per poi trascinarli sull’iPod. Il mio consiglio è di convertirli in MP3 a 192 Mps, occupano molto meno spazio rispetto al Wav e per un ascolto con cuffie o cassettine portatili va benissimo, rispetto all’AAC di Apple è leggermente inferiore però più compatibile se vogliamo passarlo ad un amico che non usa iPod Apple. IMPORTANTE: quando si registra da sorgente analogica occorre abbassare il livello in ingresso del dispositivo di registrazione a circa -18 Db, controllando che nei picchi non raggiunga mai livelli troppo prossimi a 0 Db. Un audio basso si può alzare in fase di Editing, un audio saturo o distorto è inutilizzabile! Con un pò di esperienza si ottengono in certi casi risultati qualitativamente superiori rispetto al CD.
Quella che segue è una registrazione dal disco in vinile dell’Harmonia Mundi-HM 1119, registrato nell’aprile 1983 sotto la direzione di Michel Bernard e da me trasferito in digitale nell’ottobre 2007 utilizzando il masterizzatore Marantz DR 6050. Si tratta di un estratto dello Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736), con René Jacobs come contralto e Sebastian Henning soprano.
Il 13 maggio 2008 mio figlio Roberto, giovane saxofonista, ha partecipato al saggio di fine anno del Centro Studi Musicali L’Accademia, Città di Cattolica, che si teneva al teatro Snaporaz di Cattolica. Con l’autorizzazione del direttore Giorgio Della Santina, mi sono organizzato con un amico, Alberto Taini, per filmare con due telecamere e con largo anticipo mi sono recato in teatro per assistere alle prove e decidere dove posizionare i microfoni. Sistemata l’attrezzatura nel punto che ritenevo migliore acusticamente, ho iniziato a testare i livelli audio e la sensibilità in ingresso dei microfoni, registrando alcuni momenti. Nella pausa mi sono riascoltato le registrazioni per decidere quali impostazioni scegliere. Per un uso prevalentemente video registro a 48 Khz e nel DVD mantengo l’audio nel formato PCM stereo, se invece intendo realizzare un master prettamente audio opto per i 96 Khz a 24 bit, per mantenere la massima qualità e poter meglio lavorare i file audio in editing per poi convertire il risultato finale a 44.110 Hz / 16 bit per masterizzare sui normali CD audio. A differenza dei concerti, durante i saggi il pubblico è più rumoroso, le mamme chiacchierano sotto voce, a qualche babbo squilla il cellulare, i ragazzini sghignazzano e giocherellano con i foglietti del programma. Per questo motivo il presentatore sin dall’inizio della serata invita al silenzio e lo ripete durante le pause tra i brani. In questi casi conviene alzare i microfoni il più possibile per allontanarli dal pubblico. Dal momento che il range dinamico delle varie esibizioni si è mantenuto all’interno dei valori impostati all’inizio non ho dovuto variare i settaggi di partenza. In postproduzione ho soltanto attenuato gli applausi, alzato la voce del presentatore e regolato il livello dei vari brani. Non applico mai e nella maniera più categorica alcuna compressione o normalizzazione automatica della traccia audio, una soluzione sbrigativa ed efficace per mantenere lo stesso volume lungo tutto il video, ma che ahimè impoverisce e strozza il suono nelle sue estensioni dinamiche. Dedico invece tutto il tempo necessario per regolare manualmente ogni singolo brano, ascoltandolo tutto e controllando accuratamente i livelli.
Il risultato finale di questo lavoro è su internet sul sito Video Turismo
Ora vediamo ed ascoltiamo Danse du Sax, Roberto Masi al Sax
Vi è mai capitato di acquistare il DVD della recita scolastica o del saggio di musica di vostro figlio dal fotografo di turno e constatare che l’audio era distorto, disturbato da rumori e che le voci erano lontane e pressochè indistinguibili? A me è capitato. La causa di un audio di bassa qualità è principalmente dovuta all’ utilizzo del microfono integrato della telecamera e regolato in automatico. L’audio così registrato è condizionato dalla posizione in cui ci troviamo a riprendere, se intorno a noi ci sono persone che bisbigliano o giocherellano con il foglietto del programma della serata il nostro microfono capterà quei rumori così vicini meglio dei suoni che ci arrivano dal palco più lontano o dalle casse. Il microfono integrato della telecamera è stereo ed il suo diagramma polare è del tipo panoramico cioè capta i suoni quasi a 360 gradi. Il diagramma polare di un microfono è il cono d’azione entro il quale i rumori presenti vengono registrati, paragonandolo ad un obiettivo possiamo considerarlo un grandangolo. Un miglioramento dell’audio lo si può già ottenere collegando un microfono stereo all’ingresso mini-jack della telecamera e magari posizionandolo in testa ad uno stativo che ci permette di alzarlo di qualche metro utilizzando un cavetto di lunghezza sufficiente. Tale microfono deve avere due caratteristiche tecniche: diagramma polare cardioide ed essere alimentato con normali pile da 1,5 volts. Fatevi poi cablare un cavetto di diametro sottile su un connettore mini-jack, se possibile a L, cioè inclinato verso il basso per evitare che il peso del cavo faccia leva contro la telecamera con il rischio di rottura della presa. Per registrazioni musicali di certo vogliamo un audio stereo, quindi cerchiamo un microfono stereo, ma trovare un microfono stereo alimentato a pile e di buona qualità ad un prezzo abbordabile non è semplice. Ma come è fatto un microfono stereo? questo tipo di microfono contiene due capsule che captano il suono ed in base al loro orientamento determinano il diagramma polare del microfono. Quindi se noi posizioniamo due microfoni mono su una staffa che ci permetta di orientarli e li apriamo di 90-110 gradi sul piano orizzontale mantenendo le punte ad una distanza di circa 15-20 cm, otteniamo una registrazione stereo di alta qualità. Ora si tratta di stabilire come collegarli alla telecamera: se l’ingresso è mini-jack serve un cavo che dai due microfoni mono vada a terminare nel mini-jack stereo; il migliore collegamento si ottiene con telecamere che hanno ingressi separati bilanciati XLR per i due canali. Il collegamento bilanciato permette di utilizzare cavi più lunghi senza il rischio di captare interferenze sul segnale. Personalmente quando riprendo un concerto o saggio di musica posiziono al centro della platea, o davanti al palco, a seconda dell’acustica del teatro, uno stativo alto quattro metri con due microfoni AKG C 1000 S collegati ad un registratore digitaleZOOM H4 che permette il collegamento bilanciato e registra su scheda SD in qualità fino a 24 bit e 96 Khz, ma lo imposto a 48 khz 16 bit. In fase di editing occorre sincronizzare l’audio così registrato con le riprese video. Perchè è indispensabile regolare i livelli audio manualmente? Prima di tutto bisogna conoscere il funzionamento del microfono in automatico: con questa regolazione il microfono cerca di alzare il livello il più possibile e quando avverte dei picchi, dopo una prima veloce distorsione taglia drasticamente il livello abbassando la dinamica. Immaginatevi che risultato si ottiene registrando in automatico un soprano o un coro! Distorsioni ed appiattimento della dinamica. Come si deve procedere per regolare bene i livelli in ingresso? Occorre innanzitutto acquisire esperienza con numerosi test magari aiutati da un amico esperto, un aiuto nell’ impostare i livelli è regolarli durante le prove prima del concerto tenendo i picchi più alti attorno a -6 e sempre sotto 0 Db per evitare nella maniera più assoluta saturazioni. Se il livello è un pò basso in fase di editing è possibile alzarlo ma se ci sono distorsioni o saturazioni non è possibile rimediare. Con l’andare del tempo e la maggiore esperienza possiamo utilizzare un mixer ed un interfaccia audio collegata ad un portatile affidabile, magari Apple e registrare direttamente sull’ Hard disk monitorando perfettamente durante la registrazione. Un amico che controlla la registrazione audio mentre noi filmiamo è un prezioso aiuto. La soluzione che normalmente evito è registrare prendendo l’audio dall’uscita del mixer dell’impianto in quanto così facendo ci troviamo nelle mani del fonico ed il più delle volte strumenti come la batteria non sono amplificati, inoltre perdiamo l’ambienza e la ricchezza armonica del suono propagato nell’aria e ci troviamo costretti in fase di editing ad applicare riverberi artificiali se non vogliamo un suono piatto e metallico. Registrare, registrare e ancora registrare per poi riascoltare e notare le differenze, gli errori, la qualità, l’effetto stereo, la timbrica….acquisire esperienza. Prima di decidere dove posizionare i microfoni fermiamoci un attimo ad ascoltare ad occhi chiusi ed impariamo a notare i particolari, a concentrarci sui suoni e rumori che giungono alle nostre orecchie.
Nel prossimo articolo: Esempio pratico di registrazione audio