Le elaborazioni per il video digitale richiedono macchine potenti, RAM in esubero ed Hard Disk secondari capienti, veloci ed affidabili. La caratteristica principale di una work station per il video editing è senza dubbio la perfetta compatibilità della scheda di acquisizione con il resto dell’ hardware ed il programma di editing che si intende utilizzare. Personalmente mi sono affidato ad Apple, con un Mac G5 Quad Core con 4.5 Gb di RAM e due hard disk esterni da 1 terabyte, firewire 800. Gli hard disk esterni sono alloggiati in case dedicati ben ventilati. La ventilazione ed il raffreddamento degli hard disk e del computer sono un elemento critico in quanto le elaborazioni video sfruttano tutta la potenza del sistema ed in caso di surriscaldamento si possono verificare rallentamenti nelle elaborazioni e nel caso estremo il blocco del sistema. In estate è consigliato accendere l’aria condizionata o piazzare un bel ventilatore che spinga aria verso le ventole in ingresso del case. Molto importante è collegare l’alimentazione a gruppi di continuità con amperaggio più che sufficiente per tutti i componenti, monitor inclusi e, perchè no, anche per la telecamera durante l’acquisizione dei nastri. Più di una volta mi è capitato che, durante l’acquisizione di un nastro, sia saltata la corrente, tutto ha continuato a lavorare perfettamente. I monitor attualmente in commercio offrono eccellenti prestazioni, hanno ingressi DVI e dimensioni sufficientemente grandi. Lo spazio comunque non è mai troppo per visualizzare bene la timeline, il viewer, il canvas, tutti i browser effetti e clip, quindi ho collegato due monitor Apple cinema display Full HD da 23 pollici oltre ad un vecchio TV 14 pollici a tubo catodico per monitorare a video nel caso in cui il filmato debba essere riprodotto su TV tradizionali non LCD. Per poter collegare la TV al computer nel caso in cui la scheda video non disponga di uscita analogica, come nel caso del Mac, occorre passare via firewire attraverso un convertitore D/A esterno, il mio è una Canopus, utile anche per il processo inverso, ossia convertire il segnale analogico ad esempio di un videoregistratore a cassette per trasferire i vecchi filmati nel computer in digitale. Come videoregistratore miniDV utilizzo la telecamera stessa, una Canon XM2, fino ad oggi non ho sentito la necessità di aggiungere un ulteriore videoregistratore, la videocamera funziona benissimo. Per ascoltare l’audio occorre collegare una coppia di casse amplificate all’uscita audio del computer oppure collegare il computer ad un impianto stereo, alcuni preferiscono ascoltare in cuffia, comunque l’argomento audio, che a me sta molto a cuore, verrà approfondito in un articolo specifico. Una stazione di lavoro così composta garantisce estrema affidabilità e prestazioni eccellenti a scapito del costo un tantino elevato. Per compiere i primi passi nel mondo del video divertendosi e senza impazzire con programmi complicatissimi la macchina che consiglio e che io stesso ho regalato a mio figlio Roberto è un Mac Book portatile da 13 pollici, con 2 Gb di RAM. Il grosso vantaggio che offre Apple è l’architettura hardware progettata espressamente per lavorare con i suoi software per il video, audio e foto editing, cioè ifoto, imovie, idvd e garageband. Senza pretendere di produrre un film con grafica tridimensionale, si può tuttavia realizzare video di altissima qualità disponendo di tutti gli strumenti necessari per l’ editing, titolazioni, musiche royalty-free, compressioni, authoring DVD e tanto altro. Alcuni video di esempio, semplici ed allo stesso tempo di alta qualità sono pubblicati nella videogallery Video Turismo. Imparare ad usare i programmi è abbastanza semplice ed intuitivo, comunque un buon libro specialistico ed il consiglio di un professionista o un amico esperto aiuta molto in una prima fase di apprendimento. Chi ben inizia è a metà dell’opera!
Nel prossimo articolo toccheremo il tasto telecamere ed accessori indispensabili per le riprese audio/video.