Archivi per la categoria ‘Attrezzatura Audio/Video’

Filtro polarizzatore

Lunedì, 16 Giugno 2008

Quando mi trovo in vacanza e voglio riprendere una barca a vela su di uno specchio d’acqua cristallina oppure un panorama con un bel cielo azzurro carico di nuvole bianche, di solito monto un filtro polarizzatore, o polarizzante, davanti al mio obiettivo sia della macchina fotografica che della videocamera. Il filtro non è fisso ma la sua lente ruota per consentire di orientarla in base all’angolazione della luce riflessa. Quindi per regolarlo bene dobbiamo inquadrare il soggetto e ruotare la lente del filtro fermanoci quando il contrasto è al massimo livello. Con questo filtro riusciamo a riprendere le cose che stanno sotto il pelo dell’acqua poichè elimina i riflessi abbaglianti della luce sullo specchio d’acqua. Le nuvole diventano di un bianco intenso ma non abbagliante, molto contrastate e ricche di sfumature che conferiscono maggiore tridimensionalità al cielo che diventa di un azzurro più saturo. I colori in genererale aumentano in termini di saturazione e contrasto. E’ estremamente importante però utilizzare solo filtri di ottima qualità altrimenti rischiamo di ottenere un risultato scadente. Un buon filtro polarizzatore può costare qualche centinaio di euro in base al diametro dell’obiettivo, non si può scendere a compromessi, meglio provarlo bene in anticipo se non siamo certi della sua qualità.

Questa foto panoramica della spiaggia di Cattolica, sullo sfondo Gabicce Monte, è stata da me scattata con la Canon Eos 20 D, obiettivo 24-70 f. 2.8, con un filtro polarizzatore B+W prodotto in Germania:

Spiaggia di Cattolica

Telecamere ed accessori

Venerdì, 6 Giugno 2008

La scelta del camcorder è strettamente legata al budget a disposizione. Se possibile è preferibile optare per un modello a 3 CCD ovvero tre sensori separati per RGB, rosso, verde e blu, i tre colori di base del sistema video. L’ottica è un elemento molto importante, più luminosa è meglio è, quindi bassi valori di focale ( f. 1.6, 2.4 …), oltre alla luminosità occorre prestare attenzione al sistema di stabilizzazione che deve essere ottico e non elettronico. Molti camcorder consumer oggi offrono la possibilità di impostare manualmente diverse regolazioni quali la messa a fuoco, l’esposizione, il bilanciamento del bianco, i livelli audio. Poter regolare questi parametri porta, con un poco di pratica, a risultati nettamente superiori rispetto all’utilizzo in automatico. Qualora il nostro budget ci permetta di avvicinarci alla fascia prosumer potremmo considerare l’acquisto di un camcorder con la regolazione dello zoom a leva manuale ed un maggiore ingrandimento ( ca. 20X zoom ) in quanto di sicuro non potremmo permetterci una telecamera con ottiche intercambiabili! Ora, in base all’utilizzo prevalente, ci indirizzeremo verso caratteristiche specifiche. Per un uso più cinematografico può essere utile la regolazione dello shutter manuale che permette di passare dai 25 fps ( fotogrammi per secondo ) ai 24 cinematografici fino agli 8 fps per effetti speciali di movimento. Per un utilizzo in campo sportivo è importante lo zoom, lo stabilizzatore ed anche la robustezza della macchina. In caso di uso teatrale e per concerti sono importanti gli ingressi microfonici bilanciati e la luminosità dell’ottica. Per quel che riguarda il sistema di registrazione e la definizione io mi affiderei al miniDV ed in base alla cifra da spendere potremmo decidere di acquistare un camcorder HD. Personalmente utilizzo una camera SD, standard definition, 720 X 576, la Canon XM2, impostando il formato prevalentemente a 16:9. La maggior parte delle telecamere HDV non raggiunge il formato 1920 X 1080 dell’ alta definizione ma arrivano a 1440, inoltre lo spazio in Gb sugli hard disk occupato dai file HD è maggiore e l’editing è più impegnativo per il computer, inoltre occorre avere un hardware predisposto all’editing in HD. Non c’è dubbio che su un maxi schermo LCD HD un video in HD presenta una definizione superiore, tuttavia per masterizzarlo dovremmo disporre di un masterizzatore Blu Ray e chi lo dovrà vedere necessita di un lettore Blu Ray, ancora non molto diffusi. Così preferisco restare sulla standard definition utilizzando magari un lettore DVD che esegua l’upscaling a 1080p per i maxi schermi HD ed HD ready. Inoltre per pubblicare i video su internet la massima definizione maggiormente utilizzata è 640 X 480. Non bisogna però spendere tutto il budget nel camcorder in quanto alcuni accessori sono indispensabili per un corretto utilizzo. Il primo è un treppiedi con testa fluida che ci permette di riprendere senza tremolii e sobbalzi, segue un adattatore ottico grandangolare ( ca 1.7 ) che allarga l’inquadratura di un 30%, ed un filtro polarizzatore per riprese sul mare cristallino o con cielo carico di bianchi nuvoloni nel cielo azzurro per aumentare contrasto e saturazione dei colori. Indispensabile un sufficiente corredo di batterie per la necessaria autonomia. Con l’andare del tempo potremo sentire l’esigenza di registrare l’audio separatamente utilizzando microfoni collegati alla telecamera o addirittura registrando su registratore digitale separato, su questo importante argomento mi soffermerò nel prossimo articolo. Per poter controllare la messa a fuoco mi torna molto utile un monitor di controllo. Per comodità ho collegato all’uscita A/V della telecamera un lettore DVD portatile, funziona abbastanza bene ad un costo relativamente basso. L’ultimo mio acquisto è stata una piccola steadycam per handycam leggere che permette riprese fluide e ferme mentre cammino o corro dietro al soggetto. Se poi il camcorder ha la funzione di videoregistratore possiamo collegare in ingresso un videoregistratore a cassette e trasferire su nastro digitale i vecchi video analogici, una buona soluzione per creare un archivio digitale dei nostri vecchi filmini delle vacanze.

Nel prossimo articolo: Audio di qualità nei video

Computer per Video Editing

Mercoledì, 4 Giugno 2008

Le elaborazioni per il video digitale richiedono macchine potenti, RAM in esubero ed Hard Disk secondari capienti, veloci ed affidabili. La caratteristica principale di una work station per il video editing è senza dubbio la perfetta compatibilità della scheda di acquisizione con il resto dell’ hardware ed il programma di editing che si intende utilizzare. Personalmente mi sono affidato ad Apple, con un Mac G5 Quad Core con 4.5 Gb di RAM e due hard disk esterni da 1 terabyte, firewire 800. Gli hard disk esterni sono alloggiati in case dedicati ben ventilati. La ventilazione ed il raffreddamento degli hard disk e del computer sono un elemento critico in quanto le elaborazioni video sfruttano tutta la potenza del sistema ed in caso di surriscaldamento si possono verificare rallentamenti nelle elaborazioni e nel caso estremo il blocco del sistema. In estate è consigliato accendere l’aria condizionata o piazzare un bel ventilatore che spinga aria verso le ventole in ingresso del case. Molto importante è collegare l’alimentazione a gruppi di continuità con amperaggio più che sufficiente per tutti i componenti, monitor inclusi e, perchè no, anche per la telecamera durante l’acquisizione dei nastri. Più di una volta mi è capitato che, durante l’acquisizione di un nastro, sia saltata la corrente, tutto ha continuato a lavorare perfettamente. I monitor attualmente in commercio offrono eccellenti prestazioni, hanno ingressi DVI e dimensioni sufficientemente grandi. Lo spazio comunque non è mai troppo per visualizzare bene la timeline, il viewer, il canvas, tutti i browser effetti e clip, quindi ho collegato due monitor Apple cinema display Full HD da 23 pollici oltre ad un vecchio TV 14 pollici a tubo catodico per monitorare a video nel caso in cui il filmato debba essere riprodotto su TV tradizionali non LCD. Per poter collegare la TV al computer nel caso in cui la scheda video non disponga di uscita analogica, come nel caso del Mac, occorre passare via firewire attraverso un convertitore D/A esterno, il mio è una Canopus, utile anche per il processo inverso, ossia convertire il segnale analogico ad esempio di un videoregistratore a cassette per trasferire i vecchi filmati nel computer in digitale. Come videoregistratore miniDV utilizzo la telecamera stessa, una Canon XM2, fino ad oggi non ho sentito la necessità di aggiungere un ulteriore videoregistratore, la videocamera funziona benissimo. Per ascoltare l’audio occorre collegare una coppia di casse amplificate all’uscita audio del computer oppure collegare il computer ad un impianto stereo, alcuni preferiscono ascoltare in cuffia, comunque l’argomento audio, che a me sta molto a cuore, verrà approfondito in un articolo specifico. Una stazione di lavoro così composta garantisce estrema affidabilità e prestazioni eccellenti a scapito del costo un tantino elevato. Per compiere i primi passi nel mondo del video divertendosi e senza impazzire con programmi complicatissimi la macchina che consiglio e che io stesso ho regalato a mio figlio Roberto è un Mac Book portatile da 13 pollici, con 2 Gb di RAM. Il grosso vantaggio che offre Apple è l’architettura hardware progettata espressamente per lavorare con i suoi software per il video, audio e foto editing, cioè ifoto, imovie, idvd e garageband. Senza pretendere di produrre un film con grafica tridimensionale, si può tuttavia realizzare video di altissima qualità disponendo di tutti gli strumenti necessari per l’ editing, titolazioni, musiche royalty-free, compressioni, authoring DVD e tanto altro. Alcuni video di esempio, semplici ed allo stesso tempo di alta qualità sono pubblicati nella videogallery Video Turismo. Imparare ad usare i programmi è abbastanza semplice ed intuitivo, comunque un buon libro specialistico ed il consiglio di un professionista o un amico esperto aiuta molto in una prima fase di apprendimento. Chi ben inizia è a metà dell’opera!

Nel prossimo articolo toccheremo il tasto telecamere ed accessori indispensabili per le riprese audio/video.